La quotidianità scorre sempre più veloce e stressante, non lascia spazi per compensare la frenesia con la quiete e il rilassamento, creando così un pericoloso circolo vizioso per la nostra salute. Il primo segnale di allarme che dovrebbe farci sobbalzare dalla sedia e farci capire che è necessario correre ai ripari, per evitare effetti spiacevoli per il nostro benessere fisico ed interiore, è il respiro. Quando il respiro è corto, si colloca a livello del torace o del petto, significa che la persona si trova in stato di stress, mentre la respirazione diaframmatica è sinonimo di rilassamento. Altri elementi sinonimo di stress possono essere la tendenza a contrarre le spalle (il portarle alle orecchie, soffocando così il tratto cervicale) o il serrare i denti.
Il respiro ha un’importanza fondamentale nella pratica dello Yoga, tanto che è uno degli 8 “gradini” che costituiscono l’Hatha Yoga, come indicato da uno dei testi più autorevoli “Yoga Sutra” di Patanjali (di cui parleremo in dettaglio più avanti). Il Pranayama è l’insieme delle tecniche di respirazione nello Yoga, ma anche il meccanismo grazie al quale è possibile controllare il prana, ovvero l’energia vitale che pervade ogni essere vivente, che immagazziniamo principalmente attraverso l’aria che respiriamo. In particolare oggi vi parlerò di un particolare tipo di respirazione associato ad un mantra, che si può rivelare davvero utile tutte le volte che sentiamo mancarci il respiro, perché ci troviamo in uno stato tutt’altro che rilassato. In particolare il mantra “So Ham” ci aiuta a percepire l’Unità dell’intero Universo, ovvero come ogni essere vivente in realtà sia parte di un Tutto. Prima di iniziare è importante trovare uno spazio silenzioso nel quale sappiamo di non poter essere disturbati. Possiamo rimanere seduti su una sedia o a terra con le gambe incrociate/ distese, portare un palmo delle mani al petto e l’altro all’addome. In questa prima fase semplicemente ascoltiamo il nostro respiro senza forzarlo per qualche minuto, lo lasciamo fluire liberamente. Possiamo poi entrare nella forma del respiro “So Ham”, facendo scivolare con dolcezza il nostro respiro dal torace all’addome. Ad ogni inspiro ripetiamo a mente “So”, mentre ad ogni espiro “Ham“. Continuamo in questo modo per tutto il tempo che ne sentiamo bisogno, rendendo queste due parole lunghe quanto le fasi respiratorie. Non preoccuparti se all’inizio sembra complesso. Col tempo e la pazienza, tale pratica porterà notevoli benefici sia per quanto riguarda il benessere fisico e interiore, aiutandoci a riabbracciare una dimensione di quiete e tranquillità, sia per quanto riguarda il nostro respiro. Infatti portando il respiro al ventre con dolcezza come con questa pratica, permettiamo col tempo alla nostra mente di memorizzare questo tipo di respirazione, adottandola in automatico anche in tutte quelle situazioni in cui si sarebbe collocato al petto o al torace.
Vi auguro buona pratica!
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