L’arte della pazienza

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Questa mattina stavo aspettando in coda il mio turno alle Poste. Davanti a me persone che occupavano tutti i front office disponibili, e si poteva distintamente percepire che l’attesa, per chi come me era seduto per aspettare il suo turno, sarebbe stata ancora lunga. Molte persone che attendevano erano visibilmente scocciate della situazione poco felice..chi sbuffava, chi si lamentava più o meno velatamente…io guardavo e ascoltavo ciò che succedeva intorno a me… e poi la mia attenzione si è spostata su come IO stessi vivendo quell’attesa che  stava diventando per molti una tortura. Come mi sentivo? Ero nervosa, scocciata, forse arrabbiata?… Niente di tutto questo. Certo anche io non vedevo l’ora di sbrigare la mia commissione e tornarmene a casa, ma diversamente da come avrei reagito anni fa, niente disagio, niente nervoso dentro di me, niente lamentele. Perché?

Già… perché. L’arte della pazienza. Questa definizione mi è balenata alla mente subito in quegli istanti in cui stavo aspettando il mio turno, con un sorriso disegnato in faccia e un grazie profondo che mi sgorgava dal cuore… gratitudine profonda per lo Yoga, che tra gli innumerevoli suoi doni mi ha insegnato appunto l’Arte della Pazienza. E questo immenso regalo lo porto con me nel cuore e nella mente, mettendolo in pratica nella quotidianità, anche al di fuori del tappetino di yoga.  Nella pratica yogica esistono Asana molto complesse, che richiedono una profonda conoscenza del proprio corpo, grande centratura mentale e costanza nella pratica, per poterle realizzare nella forma completa con sicurezza. Non è poi così raro che alcune di esse per i praticanti (insegnanti e non!) richiedano pazienza lunga molti mesi o addirittura anni per poter finalmente accompagnare il corpo  e la mente nella postura finale. È proprio grazie a questo tipo di percorso che lo Yoga ci insegna l’importanza della pazienza, che diventa “forma mentis” nella vita quotidiana e vera e propria arte, quando coltivata giorno dopo giorno, vedendo i piccoli e grandi miglioramenti del fisico in un’Asana; piccoli e grandi miglioramenti che spingono a proseguire verso quella strada che non può non portare al raggiungimento dell’obiettivo. Ecco che tutto quello che si sperimenta sul tappetino riflette ciò che avviene nella vita di ogni giorno, si diventa più amorevoli e pazienti verso se stessi e gli altri proprio perché la disciplina dello Yoga insegna che tutto è in costante mutamento e nulla rimane statico, ogni cosa ha un inizio e una sua fine. Basta avere la pazienza di attendere il proprio turno. Appunto.