Felicità non fa rima con perfezione

Quando le aspettative nostre o degli altri su di noi, che vorrebbero cucirci addosso una vita perfetta senza sbavature, sono esageratamente oltre ciò che si potrebbe o si vorrebbe essere, inevitabilmente portano solo sofferenza. Il problema è che, culturalmente siamo stati educati all’idea di dover  raggiungere a tutti i costi uno stile di vita invidiabile e perfetto (sulla base di cosa sta al lettore..) e  se non si è in grado di realizzarlo allora  non si è nessuno. Se non hai la macchinona costosa non sei nessuno. Se non hai un lavoro che ti permette di guadagnare fior fiore di quattrini e sfamare così ogni piccolo vizio e capriccio non sei nessuno. Se le tue prestazioni (di qualunque tipo esse siano) non sono perfette TU non sei nessuno. Ma perchè? Perchè questa bramosia di giudicare tutti sulla base di una metrica meschina che richiama alla mente il periodo della scuola, i voti e i giudizi degli insegnanti?… io credo sia perchè siamo stati da sempre abituati a credere che per vivere bene e senza problemi occorra raggiungere la perfezione (ripeto: qualunque cosa si voglia intendere con questo termine), sennò si rischia di essere vittime chissà di quale punizione divina. Ed ecco che chi quei traguardi non li raggiunge, si sente talmente schiacciato da aspettative mancate che è in balia dello stress , dell’ansia e depressione.

Negli anni di pratica yogica ho notato che tutti, chi più chi meno, sono vittima di questo meccanismo che ci spinge a voler raggiungere per forza la perfezione in tutto quello che facciamo. La vita sul tappetino è davvero la rappresentazione della vita quotidiana al di fuori di esso: le Asana ci sfidono costantemente nel prendere consapevolezza che la felicità vera non sta nel raggiungere una forma del corpo con allineamenti perfetti, ma nell’accettare le capacità del nostro corpo e così amarlo per quello che esso è. Ogni corpo è unico, questo significa che una stessa  Asana può essere portata a compimento in modo diverso da praticante a praticante, magari perché per qualcuno un infortunio non consente di raggiungere quella postura alla perfezione, mentre per l’altro significa semplicemente fluire nella forma in tutta comodità. Non lasciamoci sconfiggere dalla solita tendenza a voler a tutti i costi raggiungere un traguardo subito e senza errori, la vita è costante cambiamento, fluisce liberamente e per ognuno di noi può essere come un caldo abbraccio, se solo accettassimo di essere più clementi con noi stessi. Non vuol dire smettere di combattere per i propri sogni, ma accettare che le piccole sbavature possono succedere,ma fanno parte della vita e sono proprio quelle a renderla preziosa.

Ama te stesso per l’essere  meraviglioso che sei, e la vita ti corrisponderà offrendoti ciò di cui hai esattamente bisogno.

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