Di silenzio e poche altre cose che sgorgano dal cuore

Nel silenzio si prende conoscenza del nostro vero sé, nel silenzio sappiamo dare le risposte anche scomode alle domande che ci pone la vita, nello spazio del silenzio capiamo chi vogliamo essere, cosa vogliamo. É per questo che il silenzio ci spaventa, e cerchiamo di soffocarlo, mettendo in sottofondo musica, tv, chiacchere sul più e sul meno. Preferiamo assuefarci di tutto questo piuttosto che guardare oltre.

-Hai mai pensato che hai smesso di praticare Yoga per il silenzio della pratica, verso il quale prima o poi sei stato spinto da questa disciplina?

-Hai mai pensato che il tuo amore per lo Yoga é proprio per lo stesso motivo che ti aveva spinto a mollare?

Ammetto che lo Yoga mi ha salvato. Mi ha salvato perché proprio nel silenzio della pratica ho capito tutto quello che volevo e non volevo di me, degli errori, delle cose belle, delle persone da cui stare distante, di come voler vivere la mia vita e di come la stessi maltrattando nel tentativo di vivere un’esistenza sullo stile imposto da altri, solo per la paura di essere giudicata, di deludere qualcuno e di essere abbandonata. Einstein diceva che é nei momenti difficili che si é benedetti perché é la spinta che ci può aiutare a riemergere e finalmente spiccare il volo. Non é assolutamente facile prendere consapevolezza di essere infelici, ma  praticare Yoga con una certa costanza é stata per me una benedizione perché mi ha aiutato a comprendere tante cose, tanti miei limiti, tanti miei sogni e di prendere coraggio per poter realizzarli.

Il silenzio della pratica. Il silenzio della pratica all’inizio mi ha portato ad odiare questa pratica, lo Yoga, perché portava luce su quei risvolti d’ombra di cui per lungo tempo non volevo prendere consapevolezza. Ho smesso di praticare anche per un bel po’ di tempo. In quel tempo ho capito che era stato proprio grazie alla disciplina sul tappetino se ero arrivata a quello che per me era un vero e proprio bivio di scelta: continuare sulla vecchia strada o abbracciare il nuovo, magari anche con paura ma sapendo che finalmente avrei preso delle scelte che erano mie. Ho poi ripreso lo Yoga e non l’ho più lasciato.

-Hai mai pensato che hai smesso di praticare Yoga per il silenzio della pratica, verso il quale prima o poi sei stato spinto da questa disciplina?

-Hai mai pensato che il tuo amore per lo Yoga é proprio per lo stesso motivo che all’inizio ti aveva spinto a mollare?

Il silenzio dello Yoga prima o poi  ti porta ad acquisire consapevolezza ed é giusto che chi non si senta pronto a vivere qualcosa di nuovo, si prenda il suo tempo. Vorrei però far riflettere che lo Yoga fa capolino nella nostra vita nel momento esatto in cui ne abbiamo bisogno: se lo si é cercato un motivo più che valido c’era, e state pur certi che sarà quello stesso motivo a ricondurvi alla pratica sul tappetino.P_20180709_162652_LL_1