La flessibilità del corpo: É davvero impossibile raggiungerla?

 

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Uno dei primi aspetti che il praticante principiante (ma a dire tutta la verità, questo vale anche per chi fa Yoga da anni, insegnanti inclusi) incontra nel suo viaggio yogico, é la poca flessibilità del corpo fisico spesso messa in gioco nello Yoga da posture spettacolari ma non poco complesse per le articolazioni e il tessuto connettivale e non. Spesso per alcuni questa difficoltà, che ribadisco è solo iniziale, viene vissuta come un handicap o un deficit insormontabile che lo spinge a mollare la pratica. Lo Yoga é molto stimolante e affascinante proprio perché sa mettere alla prova la nostra pazienza e costanza, e senza pensarci su troppe volte, mette in luce alcuni nostri limiti che, in quanto tali, non sono invalicabili, ma semplicemente devono essere accolti per poterli poi superare. Occorre tanta tenacia e diciamolo, per alcuni anche coraggio, nel guardare in faccia il proprio punto d’ombra, abbracciarlo e accoglierlo dentro di sé perché, poi si possa sciogliere come neve al sole.

È naturale che la flessibilità corporea venga meno con lo stile di vita moderno di oggi poco incline alla cura del corpo fisico, ma questo non significa che la situazione non sia migliorabile! Anzi.

Nulla é perduto!

Ecco dunque le regole d’oro che negli anni ho scoperto e compreso:

1. Sii fiducioso del tuo corpo. É più intelligente di quanto immagini

2. Coltiva la pazienza passo dopo passo, senza fretta

3. Meglio praticare ogni giorno anche per 20-30 minuti soltanto, ma sempre dando ampio risalto alla qualità del movimento e non alla quantità. Less is more.

4. Sii costante. All’inizio é sempre impegnativo ma la costanza nel tempo premia sempre. SEMPRE, ricordalo.

5. Dai al tuo corpo il tempo di immagazzinare le informazioni che gli stai dando. Fai una giornata di pausa totale durante la settimana.

6. Impara ad ascoltare cosa ti dice il corpo: se senti fisicamente che hai bisogno di staccare e di fare una pausa in più rispetto alla canonica che ti concedi durante la settimana, fallo senza problemi.

7. Cerca di allenare quei muscoli necessari ad essere flessibili per l’asana su cui stai lavorando. Es.: Tittibhasana insegna che é indispensabile lavorare sui muscoli posteriori delle gambe prima di poterla sperimentare in sicurezza.

8. Di norma, per chi é molto poco flessibile, servono ALMENO 3 mesi di pratica continua per vedere i primi cambiamenti, perciò non ti abbattere!!

Ultima cosa, ma davvero mooolto importante…

9. L’Umiltà. Poniti sempre dinanzi al tempio sacro che é il tuo corpo con umiltà, lasciando che sia lui a guidarti nel movimento. Questo ti permetterà, tra le altre cose, di evitare infortuni.

10. Poniti sempre con Umiltà verso la pratica dello Yoga, perché questo viaggio meraviglioso non ti porrà mai nella condizione di “sentirti arrivato”, ma sempre in quella di SCOPERTA, di vivere e sperimentare nuove emozioni e nuove sfide fisiche tramite le asana!

Namaste

Diletta