Savasana, ovvero l’asana più importante dell’hatha yoga

Savasana é la postura del corpo che nell’hatha yoga é comunemente sperimentata alla fine della pratica. Essa consiste nel rimanere distesi a pancia in su con braccia e gambe rilassate. Spiegata così sembra semplice da provare, ma in realtà sperimentarla mette in moto tutta una serie di esperienze di consapevolezza fisica e sottile non da poco. Savasana é proprio per questo considerata in assoluto l’asana dello Yoga più importante, in quanto é attraverso di essa che é possibile concedere alla nostra mente e al nostro corpo fisico di memorizzare i movimenti e le sensazioni provate durante la sequenza di posture appena sperimentate, e farne così tesoro per le esperienze di Yoga successive. É come se Savasana fosse un segnalibro che mettiamo nel nostro bel libro del vivere  lo Yoga, potendo poi ripartire (a livello fisico i muscoli saranno infatti via via più allenati, così come la mente sarà sempre più propensa a rilassarsi) esattamente da dove avevamo lasciato in precedenza. Grazie a questa preziosa e potente postura concediamo a noi stessi di rielaborare quello che abbiamo vissuto poco prima sul tappetino yoga.

Savasana (“posizione del cadavere”) è utile per concedersi un profondo rilassamento, cercando di portare dentro di se quell’introspezione che già la pratica fisica delle asana fatte subito prima di essa avevano innescato, ma che in questa ultima postura viene amplificata.

Normalmente Savasana proprio per questo andrebbe fatta sperimentare per almeno 15-20 minuti consecutivi. Sembra tantissimo per alcuni (soprattutto per chi fa difficoltà a rilassarsi e ha un elevato livello di stress), ma in realtà questo é il tempo appena necessario per risanare corpo e animo dopo il lavoro fisico svolto sul tappetino yoga.

Shavasan-il-rilassamento-finale

Buona norma é poi ritornare a sedersi a gambe incrociate per la presa di coscienza finale passando prima, per qualche respiro, sdraiati sul fianco destro. É importantissima questa fase di transizione sul fianco destro per i seguenti motivi:

– restare sul fianco destro permette di assaporare ancora e fissare dentro sé quel rilassamento e introspezione creati durante la sequenza e in Savasana in modo particolare, ciò perché stando sul fianco destro la narice sinistra é quella che é rivolta verso il cielo, e  quindi ha una maggiore capacità respiratoria. Secondo la teoria Yoga la narice sinistra é direttamente collegata con la nostra parte introspettiva e meditativa;

-permette di riassestare la pressione sanguigna, in quanto stare sdraiati per molti minuti stando fermi può comportare un leggero e normale abbassamento della pressione;

-si protegge la schiena da eventuali contraccolpi e strappi muscolari che potrebbero verificarsi qualora si ritornasse a sedere alzandosi di scatto frontalmente.

Savasana é quindi un asana fondamentale che non deve mai mancare nella nostra pratica, é simbolo  del concetto fulcro dello Yoga di calma, meditazione e abbandono. Non sempre sarà facile sperimentarla, soprattutto se siamo molto stressati e agitati, in quanto la mente potrebbe iniziare a distrarci con mille pensieri e problemi, ma mai scoraggiarsi! La pazienza da sempre ottimi risultati!

Om shanti

Diletta