
Le asana in equilibrio in piedi o nelle mani costituiscono una classe di Asana sfidanti per il praticante, non solo perché richiedono un buon senso d’equilibrio per mantenerle e sperimentarle, ma anche perché attraverso di esse é possibile comprendere lo stato mentale in cui ci si trova in un determinato momento (e ciò per alcuni può essere non poco destabilizzante). Quando la mente é affollata da un’orda di pensieri costanti é infatti molto difficile riuscire a destreggiarsi in posizioni del corpo che contemplano l’equilibrio fisico, in quanto queste richiedono di essere profondamente concentrati, vigili e centrato nel momento presente. La mente che oscilla costantemente tra Passato e Futuro non aiuta di certo in queste situazioni! Le posizioni di equilibrio possono essere viste, da questo punto di vista, come una sorta di test che ci informa del nostro stato mentale (siamo stressati? Oppure siamo sereni e quieti?), ma sono anche un metodo per ritrovare e sviluppare l’equilibrio fisico e di riflesso quello mentale.
Il senso di equilibrio é connesso con il concetto di DRISHTANA, ovvero il fissare lo sguardo su un singolo punto, così da imbrigliare la mente al corpo e al respiro, e aiutarci anche nel mantenere l’equilibrio; inoltre esso permette di perseguire il Pratyahara, cioè il ritiro dei sensi dall’esterno verso l’interno.
Il senso di equilibrio é anche intimamente collegato all’equanimità, UPEKKHA. Equanimità significa riuscire ad accettare il Presente così come é, senza giudizi e senza emozioni ad esso collegato: equanimità però non vuol dire essere passivi rispetto alla vita e alle sue vicissitudini, bensì si può vivere nel pieno dell’azione solo se quest’ultima non é frutto del flusso mentale ma del flusso della vita. Essere equanimi senza lasciarsi travolgere dal chiacchericcio mentale, ma godere del pieno flusso dell’esistenza (“Go with the flow” direbbero gli Anglosassoni). Si é equanimi se non c’è reazione ma semplice azione. Abbracciare l’Accettazione invece della reazione aumenta la probabilità di rispondere con un’azione giusta e non violenta. Praticare UPEKKHA richiede un’attenzione notevole rivolta alle proprie azioni, pensieri e parole per notare e comprendere quando queste sgorgano spontaneamente dal cuore e sono connesse al Presente, rispetto a quando invece sono il risultato di nostri preconcetti di cosa possa essere “giusto” o “sbagliato” a priori. Quando c’è Equanimità non ci sono giudizi.
Buona pratica!
Diletta
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