
Quando si parla di Yoga si parla anche e non solo di corpo fisico e del suo muoversi nello spazio del proprio tappetino. Sicuramente Yoga non si limita all’attività fisica ma certo è che l’esplorazione del proprio corpo in movimento, è una tappa fondamentale richiesta per raggiungere i livelli superiori di conoscenza e di consapevolezza, come del resto Patanjali sentenziava, affermando che ognuno degli 8 “scalini/ Angha” dello Yoga deve essere sperimentato e vissuto dal praticante per giungere al Samadhi, e quindi anche la pratica puramente fisica è fondamentale passo verso nuovi spazi di consapevolezza e apertura mentale.
Proprio per queste ragioni è bene comprendere come sia allora importante non sottovalutare anche le possibili implicazioni derivanti da un’attività fisica come quella richiesta dallo Yoga, nella quale spesso se non sempre, è richiesto di muoversi nello spazio e assumere posizioni che mai nella quotidianità assumeremmo di nostra spontanea volontà.
Desidero quindi condividere con voi le considerazioni salienti sul tema in questione, in particolare concentrandomi sul tema “infortuni”, proprio perchè anche mentre facciamo Yoga possiamo incorrere nel rischio di farci male, per il semplice fatto che stiamo usando e muovendo il corpo. Gli spunti davvero molto interessanti sia per chi pratica da tempo sia per chi è alle prime battute, le ho lette in un articolo molto ben sviluppato nel sito “Yoga International”, piattaforma molto valida in quanto offre informazioni di grande livello sul tema Yoga, per chiunque ami questa disciplina (vi invito a darci un’occhiata!).
1. Lo Yoga è una pratica sicura al 100%
Questa falsa credenza deriva probabilmente da un immaginario collettivo che considera come “Yoga” solo le pratiche più statiche fisicamente come la meditazione o rilassamento, tralasciando tutta quella parte fisica che, come già detto, è parte integrante di questa pratica e come tale va considerata.
Molti infortuni sono cumulativi, ovvero si manifestano dopo tanto tempo: ad esempio alcuni di questi possono verificarsi per l’instabilità di un’articolazione dopo anni e anni di continua iperestensione della stessa.
Se accettassimo che anche lo Yoga può avere un ruolo negli infortuni, potremo avere la volontà di proteggere noi stessi e gli allievi ( se siamo insegnanti) da questi eventi spiacevolissimi . Oltretutto anche gli stessi movimenti che svolgiamo nella vita quotidiana posso avere un’influenza non da poco sugli infortuni accorsi durante la pratica, perciò bisogna essere sempre consapevoli e cauti anche al di fuori della sala yoga.
2. Un’insegnante esperto ed attento non porterà mai ad avere infortuni
Certamente un’insegnante poco esperto e poco sicuro più probabilmente può condurre il proprio allievo a fare errori o addirittura a farsi del male durante la pratica, ma è vero che anche i maestri esperti potenzialmente possono indurre in questo, visto che siamo tutti umani! Nessun insegnante può evitare gli infortuni, ma quello che ogni insegnate DEVE fare è fare il possibile per evitarli, attraverso l’uso di props ove necessario, spiegazioni delle varianti delle asana e tutti gli altri accorgimenti possibili e adatti al caso.

Ogni corpo è unico, ciò che va bene per un persona non è detto esserlo per tutti gli altri!
Ricordiamo poi la regola d’oro: “Sei responsabile del tuo corpo. Onoralo, e interrompi il movimento quando senti che c’è qualcosa che non va”.
3. Gli allievi con esperienza non si fanno mai male
I principianti o gli allievi più ambiziosi con maggiore probabilità possono incappare in qualche infortunio, ma è vero in ugual modo che anche i più esperti possono farsi male, soprattutto quando si trovano in una fase della loro vita in cui il corpo sta cambiando e dunque si trovano ad avere a che fare con un fisico che non conoscono appieno fin da subito (ad esempio in gravidanza, quando i cambiamenti ormonali rendono lassi i legamenti ed è perciò più facile farsi male se non si pratica correttamente).
4. Se ascolti il corpo, sei in una botte di ferro. Tutti gli infortuni sono preceduti da piccoli segnali di avvertimento
Ascoltare il corpo è sempre un’ottima idea, ma bisogna considerare come non sempre i segnali di avvertimento siano facilmente percepibili. Oltretutto non tutti gli infortuni sono percepibili nell’immediato: ad esempio il dolore lombare può essere avvertito minuti o anche ore dopo il movimento che lo ha provocato. E’ dunque possibile non sentire dolore nei momenti subito precedenti l’infortunio, ma anche non percepire subito nell’immediato l’infortunio in sè.
5. Sono nell’asana con il giusto allineamento- quindi non posso farmi male!
Partendo dal presupposto che, certo si dovrebbe sempre entrare in un’asana con l’allineamento corretto per ridurre di molto la probabilità di infortuni, ma dall’altro lato è vero anche che quando si parla di infortunio, non vuol dire necessariamente aver fatto qualche movimento inopportuno. Infatti è molto più probabile che una persona possa avere un problema fisico preesistente non conclamato, che può “esplodere” a seguito della ripetuta prestazione in una postura fisica che può aiutarlo ad emergere, e ciò si verifica anche nel caso in cui quel movimento viene sempre svolto col corretto allineamento. Viene invece ritenuto molto meno probabile farsi male a causa di un allineamento errato in una postura durante la pratica.
6. Gli insegnanti sanno sempre se qualcuno si è fatto male durante la loro lezione
Sarebbe bello per ogni insegnante poter dire “Nessuno si è mai fatto male alle mie lezioni”, ma come detto in precedenza, siamo tutti umani e quindi, possiamo fare tutti degli sbagli. Inoltre un’insegnante non potrà mai essere consapevole di ogni infortunio dei suoi studenti- per il semplice fatto che il più delle volte gli studenti non dicono nulla.
E’ invece fondamentale informarlo , in modo che l’insegnante possa comprendere cosa e come è successo ed evitare che riaccada.
7. Se ti muovi lentamente, non ti fai male
Muoversi lentamente non è la panacea di tutti i mali, perchè se un movimento non è adeguatamente eseguito, anche il movimento lento può creare danni. Quello che invece il movimento lento può fare, è dare il tempo per notare se c’è qualcosa che non va e fare le dovute correzioni.
Non esiste dunque una formula magica per prevenire gli infortuni nello Yoga così come del resto in tutti gli altri ambiti e nella quotidianità, ma ciò non significa che bisogna evitare di Praticare Yoga, dato che esiste sempre un rischio calcolato a ciò che facciamo. Inoltre è stato scientificamente dimostrato come questa disciplina possa essere di grande aiuto e supporto nella riabilitazione di alcuni problemi fisici, semplicemente però ricordiamoci sempre di praticare con consapevolezza e attenzione.
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