La legge di complementarietà

Oggi vorrei parlarvi di un concetto della visone yogica che personalmente amo molto, e desidero farlo riportando in toto un passo del libro “La saggezza dello Yoga” di Stephen Cope, che consiglio a chi è incuriosito di conoscere i principi della pratica Yoga.

“…Mentre camminavamo pensavo alla verità centrale dello Yoga, che Thoreau aveva scoperto attraverso i due anni trascorsi a Walden Pond:

piú sappiamo della nostra vita interiore, più profondamente sentiamo degli altri esseri- e del mondo”.

Secondo la visione yogica, microcosmo e macrocosmo sono una cosa sola. L’Universo è organizzato secondo strati di realtà progressivamente più sottili, dalla più grossolana realtà fisica esterna fino ai cosiddetti Regni Non Manifesti. L’organismo umano è organizzato allo stesso modo. Sono entrambi ologrammi della stessa realtà. I mondi esterni ed interni sono indissolubilmente legati. Quando guardiamo in profondità nel nostro sé, guardiamo in profondità anche nel mondo. Gli Yogi l’hanno definita Legge di Complementarietà: ciò che si trova nell’organismo umano si trova anche in quel organismo che è l’Universo.

L’intero mondo è dentro, dice il poeta Kabir. Dentro vi sono tutti i sette oceani e le innumerevoli stelle. Penetrando nei nostri rivestimenti esterni, penetriamo anche nei rivestimenti dell’Universo.

Aprire la porta che dà sul proprio sé, significa aprire la porta corrispondente che dà sul mondo. Questo è il fondamento di tutti gli straordinari poteri descritti negli Yoga Sutra. È la base per conoscere il passato ed il futuro, per conoscere il linguaggio di tutti gli esseri, per conoscere ciò che è sottile, nascosto e lontano.”

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