Tutto cambierà. Solo se tu lo permetterai

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In poche settimane tutto si è capovolto e ogni certezza che credevamo di avere sin d’ora si è sgretolata sotto la potenza della Natura che come una Madre severa, sta impartendo il castigo ai suoi figli.

In secoli e secoli l’essere umano ha condotto un’esistenza improntata principalmente sul profitto individuale più spinto e becero, a discapito della comunità di cui fa parte, ma di cui troppo spesso si è dimenticato di essere un appartenente. L’incapacità di concepire l’Unità di noi umani con tutto ciò che ci circonda ha spinto ad una forma di egoismo sempre più spinto e pericoloso. Come abbiamo fatto a non vedere il nostro riflesso negli occhi di quei milioni di animali morti carbonizzati durante le catastrofi incendiarie in Amazzonia e Siberia? Come abbiamo fatto a non sentire il cuore esplodere dal dolore ad ogni albero secolare caduto sotto i colpi feroci delle politiche di Bolsonaro in Brasile? Come abbiamo fatto a non scorgere la nostra stessa essenza nel pianto inconsolabile di quei bambini che nelle più varie parti del mondo non possono andare a scuola, non possono mangiare, vengono sfruttati?!

Questo nostro atteggiamento a dir poco superficiale ci ha portato a catastrofi sempre peggiori, l’ultima in ordine temporale il covid-19, dato che secondo molti scienziati una delle possibili cause del suo diffondersi, sarebbe da imputare alle politiche sfrenate di industrializzazione che hanno distrutto interi ecosistemi anche in Cina dove tutto è iniziato, portando la fauna del posto ad entrare inevitabilmente in contatto con l’umano, così come l’estremo diffondersi del virus sarebbe accelerato ancora di più dal veleno PM10 emesso in atmosfera .

Dovremmo renderci conto che siamo noi i fautori dello scatafascio che serpeggia attorno a noi. Così come siamo noi a poter risollevare la situazione catastrofica che stiamo vivendo tuttora. Tutte quelle dimostrazioni di presunta comunità ritrovata, con le immagini di tanti cittadini italiani che cantano insieme in terrazza ogni sera in queste lunghe, lunghissime giornate saranno fine a se stesse se alla base non ci sarà un radicale cambiamento nella mentalità di ognuno. Mi spiego meglio. Sono di certo commoventi quei ritrovi sui balconi, ma forse rimarranno solo un ricordo dolceamaro quando l’emergenza si sarà consumata. Sì perché l’essere umano ha il grande limite di pensare solo al suo orticello quando sta bene e non ha difficoltà.

E questo ci faccia riflettere.

Credo che nei giorni più bui si possa vedere la forza e la caparbia di cui si è capace. Credo che da tutto questo schifo qualcosa di buono possa germogliare. Siamo ancora in tempo. Siamo ancora in tempo a diventare una vera comunità collettiva che si sostiene e si aiuta, nutrita dall’amore fine a se stesso e dalla gioia di sentirsi tutti Uno. Ecco. Dallo Yoga che tanto ci piace praticare, cogliamo il suo invito a sentirci una cosa sola, a vivere nell’AHIMSA, il vivere nella pace e non essere inclini alla violenza sia nei gesti che nei pensieri.

Quando questo periodo di dolore e difficoltà finirà, spero che ogni perdita di vita, ogni lacrima versata, ogni notte passata con gli occhi sbarrati e il cuore infranto, non siano rimasti invano. Scendiamo  dal trono su ci siamo seduti senza alcun diritto,e riprendiamo a camminare insieme. La Vita e la Morte vanno rispettate. Sempre.

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