
La gentilezza addolcisce ogni cosa. Ogni spigolo rude. Ogni paura. Ogni tensione, nel corpo e così nel cuore.
La gentilezza nello Yoga è, secondo il mio parere personale, fondamentale approccio per non cadere nella tentazione di rendere la pratica un pretesto per la competizione e la prestazione. Tante volte ci sono cascata, e anche adesso a volte. Ma ciò che rende lo Yoga differente da altre attività fisiche è proprio questo. Riconoscere il sé, i suoi limiti e le sue risorse, e rispettarli. Rispettare e riconoscere significa essere gentili. Gentili con sé stessi, per poi esserlo anche con gli altri.
Costringere il corpo in posizioni che non vuole sperimentare per ragioni fisico-anatomiche o semplicemente perchè non ne vuole sapere in quel preciso momento, mette in luce una scarsa gentilezza verso di sé ma anche poca autoconsapevolezza. Lo Yoga mira a formare persone consapevoli e indulgenti. Grazie alla pratica che induce all’essere gentili col proprio corpo sul tappettino di yoga, si arriva ad estendere questa atteggiamento nella vita di tutti i giorni. Siamo e diventiamo gentili nei confronti dell’intera esistenza. Impariamo la gioia nel cuore e questo credo sia il più grande traguardo che la pratica yogica possa regalare.

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