
“Overthinking” è un termine anglosassone usato per indicare la tendenza sempre più spinta di pensare e ripensare, rimuginare, ovvero il pensiero ossessivo difficile da controllare.
È un fenomeno in forte crescita, visto la nostra società sempre più rivolta al successo, all’impossibilità di sbagliare e all’insicurezza che di fondo tutto ciò provoca. Non si può commettere errori perché non ci viene più concesso, e così ecco che la testa si surriscalda a pensare ore e ore su come produrre al meglio senza incappare in ostacoli.
Secondo la medicina tradizionale cinese questo fenomeno è tipico nelle persone le cui caratteristiche fisiche e spirituali mostrano una prevalenza dell’elemento terra; questi individui presentano una predominanza di tutte quelle attività legate al campo energetico dello stomaco, milza e pancreas. Tali organi quando non sono in equilibrio, possono comportare sentimenti di ansia, preoccupazione eccessiva e l’overthinking appunto.
Ma esistono dei modi per evitare questa spiacevole tendenza a pensare troppo?
Il primo passo sicuramente sta nel prendere consapevolezza del problema, ovvero comprendere che si sta col pensiero troppo fissi su quel determinato aspetto. Essere consapevoli che qualcosa non va è già un grande passo verso la risoluzione della condizione, che per alcuni può essere davvero pesante.
Il secondo passo sta nell’ aiutarsi attraverso il respiro. Ormai chi pratica Yoga conme già da un po’, sa quanto rimarchi l’importanza sul respiro, perché è quest’ultimo in grado di dirci moto sul nostro stato mentale attuale, ed è sempre attraverso di esso che possiamo ridurre o eliminare stati mentali come paura, ansia, agitazione.
Quando si percepisce che la mente stia ancora una volta portandoci verso il proprio chiodo fisso, si può allora sedersi in un luogo tranquillo e silenzioso mettendo una mano sulla pancia e, chiudendo gli occhi, iniziare a respirare con l’addome. Il respiro diaframmatico lento aiuta a rilassare la mente. Provare per credere.
Importante è anche riuscire a tenersi impegnati attraverso uno sport o un hobby, trovare insomma un qualcosa che riempia gli spazi vuoti della giornata, per fare sì che in quei momenti non prenda il sopravvento la nostra mente iperattiva.
Sicuramente poi pratiche orientali come la meditazione e lo Yoga (ma non solo ovvio) aiutano molto efficacemente in casi come questi. Alla base di esse vi è la concezione che ciò che accade nella vita altro non è che qualcosa già scelto in precedenza dalla nostra anima. Ciò che si vive e sperimenta sarebbe già stato scelto nel passato remoto di un’altra vita dalla nostra anima, al fine di poter imparare qualcosa ritenuto importante per la propria evoluzione. Ecco che dunque ciò determina la necessità di accogliere tutto ciò e la sciare che il flusso della vita faccia il suo corso naturale.
Infine è sotteso spesso all’overthinking una scarsa fiducia in sé o negli altri, uno scarso amore verso il sé; in ragione di questo è consigliabile attuare dei percorsi che possano aiutare a ricalibrare la considerazione che si nutre verso di sé e gli altri.

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