Samtosha e Satya, due concetti fondamentali dello Yoga

In queste settimane particolari e complesse ho affrontato questi due aspetti della filosofia alla base della disciplina dello Yoga insieme ai miei allievi, in quanto secondo mio sentire sono utili spunti per vivere al meglio possibile in questo periodo.

Samtosha è tra i cosiddetti Nyama, ovvero atteggiamenti interiori utili al proprio progresso evolutivo. Solitamente viene tradotto in modo piuttosto barbaro con l’espressione “accontentarsi”, carico di valore dispregiativo quindi, mentre tradizionalmente il suo vero significato non è per niente negativo. Samtosha è l’arte di saper stare con quello che c’è, senza opporre resistenza agli eventi. E’ la capacità di gioire interiormente che scaturisce quando, accettando il presente, possiamo dunque vederlo in tutte le sue sfumature, accoglierlo e vederne i doni che racchiude, anche nelle circostanze avverse della vita. L’idea di fondo è che qualunque cosa noi arrivi non sia ne più ne meno di ciò di cui si aveva bisogno in quel momento per la propria evoluzione, in quanto ogni cosa racchiude un significato denso di valore per il nostro cammino interiore. Samtosha racchiude in sè un senso di gioia puro, profondo e sincero che va aldilà di qualsiasi giudizio dell’evento singolo in sè che è accaduto.

Satya invece richiama il concetto di “verità”, andando però ben oltre a questo. Vivere secondo Satya infatti significa vivere in armonia con la propria essenza e imparare a vedere la realtà senza distorsioni, ovvero senza farsi travolgere dagli eventi o dall’istinto o ancora dalle emozioni.

Lo Yoga, contrariamente a quanto si possa pensare, non dà alcun risalto alle emozioni, anzi. E’ normale arrabbiarsi, frustrarsi, essere innamorati…ma quando si provano quelle emozioni, occorre ricordarsi che noi non siamo quelle emozioni. L’emozione in sè fuorvia dal proprio essere essenziale, in quanto in balìa di sensazioni che ci proiettano nel passato o nel futuro, quando invece l’unico momento che dovrebbe essere il fulcro del nostro interesse è quello presente. Per queste ragioni lo Yoga non vede positivamente le emozioni perchè potenzialmente possono non consentire di raggiungere il proprio sè essenziale.

Satya significa prendere coscienza di chi si è, smettendo di adeguarsi ad un ruolo e vivendo senza maschere. Si va al nocciolo del proprio sè che per definizione secondo la visione yogica, è perfetta e non ha bisogno quindi di mascheramenti e finzioni.

Credo che ogni momento sia buono per mettere in pratica questi consigli dedicati all’evoluzione interiore, ma forse lo è ancora di più in questi ultimissimi mesi!

Un abbraccio

Diletta