Sono qui ad ascoltare musica rilassante di pianoforte mentre fuori piove e le nuvole scure coprono il cielo. Siamo in inverno, il tempo dedicato al riposo e allo stare, o almeno la Natura così fa in questa stagione.
Qualche giorno fa ho guardato l’ultimo film della Pixar/Walt Disney “Soul” incuriosita dalla pubblicità. Mi è piaciuto molto devo dire. LA capacità narrativa leggera rende possibile trattare un argomento che nella nostra cultura molto di rado si considera degna di nota… cosa succede dopo la nostra dipartita? Ora con questo non voglio affatto dire che “Soul” sia stato il perfetto trattato sull’argomento, ma il suo punto di forza secondo me, è proprio porre sotto i riflettori questo tema, la morte e come si sceglie di vivere la propria esistenza su questo pianeta. In alcuni Paesi la morte altro non è che una declinazione della vita stessa, e proprio per questo, non viene demonizzata come spesso accade. In ragione di questo però è importante arrivare allo step successivo della morte con l’anima “pulita”, senza rimorsi, senza ferite incolmabili e senza il dolore di una mancata autorealizzazione.
Uno i due personaggi di “Soul” alla fine dopo varie peripezie che li vedono coinvolti, giungono al proprio momento di epifania quando capiscono che lo scopo della Vita è in tutto, ovunque e per tutto il tempo.
Capiscono che la Vita va assaporata per quello che è, nella sua semplicità, allo scheletro delle cose. Non è un titolo, un lavoro, un hobby o passione a rendere l’esistenza viva, bensì le foglie che cadono dopo un soffio di vento, sentire ridere qualcuno di gusto, aiutare qualcuno in difficoltà…. e queste stesse così vissute col cuore aperto, fanno accogliere il momento della morte come un momento naturale, il naturale scorrere del tempo, una fase ulteriore della propria Vita. Quindi non sprechiamo il tempo che potremmo impiegare a sentirci parte dell’Universo e dell’Amore, in litigi, paure, o nello schiacciare l’acceleratore e voler tutto subito. Quando ci carichiamo di troppe cose, impegni, scadenze, bramosie, quando vogliamo a tutti i costi vivere nella velocità perchè abbiamo tante troppe cose da fare, è come se fossimo tanti rami rinsecchiti dal gelo invernali che, carichi di neve, si spezzano.
Quando lasciamo che le cose vadano come vogliono andare, diamo meno peso a certe cose, prendiamo il tempo e godiamo del tempo, i nostri rami secchi possono scaricarsi dalla troppa neve e continuare a stare, a godersi il vento e il freddo consapevoli di essere comunque quel tanto flessibili da non essere spezzati mai.

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