Hai mai pensato che ciò che ti serve per stare bene si trova al di là dei tuoi limiti autoimposti?

Ieri ho introdotto questo argomento importante attraverso la mia pagina Instagram ( a proposito…se ti va di seguirmi in essa troverai consigli per stare bene e vivere con serenità, considerazioni più o meno serie sul viaggio chiamato Esistenza..).

Questa mattina ho pensato fosse interessante e utile approfondire il tema dato i feedback ricevuti, quindi sono qui a spiegare un aspetto spesso troppo poco considerato riguardante la modalità che abbiamo di approcciarci alla realtà e alla quotidianità.

Il titolo dell’articolo di oggi accenna a quelle che in Psicologia vengono chiamate strategie di self-handicapping o di autosabotaggio.

Eh già… il più delle volte (direi quasi sempre, in realtà) il più grande sabotatore dei tuoi desideri e obbiettivi sei proprio TU. Lo avresti mai detto?!

Per quanto mi riguarda ho passato anni e anni ad autosabotarmi senza rendermi conto del male che mi stavo autoinfliggendo (e difatti è così: il meccanismo che si instaura non è consapevole!). Giustificavo i fallimenti a cause esterne e dentro di me in realtà tiravo un grande respiro di sollievo allo scarso risultato raggiunto. Ci sono voluti anni di lavoro su me stessa, pianti e fatica per raggiungere la consapevolezza che ogni cosa avvenuta in passato era successa perchè IO avevo voluto che finisse così.

Questo cambio di prospettiva mi ha svoltato l’esistenza e mi ha reso nettamente una persona migliore e più centrata di prima.

…Ma cosa sono queste strategie di self-handicapping? Sono modalità cognitivamente sofisticate volte a difendere il proprio sè con la costruzione di un impedimento o scusa che ostacoli lo svolgimento di una data attività. E’ un modo per ostacolarsi da soli tanto nella vita privata che in quella lavorativa: frasi come “succedono sempre tutte a me/Non è colpa mia se..” in realtà sono figlie proprio di questo atteggiamento autosabotatore.

L’autoboicottaggio entra in azione a causa della paura del successo. Pare assurdo ma è così. Magari inconsciamente vuoi che le cose non cambino , preferisci rimanere nella tua comfort zone, nella tua situazione attuale. Diciamo che il primo motivo dei tentativi di autosabotaggio risiede nel famoso detto: “Sai quello che lasci ma non sai quello che trovi”. La paura di non sapere cosa succederà dopo è tale da spingere a restare lì dove si è. Della serie: Piuttosto faccio la ruggine ma non mi muovo di un millimetro per paura! Andare oltre la propria zona comfort invece è un toccasana che ti apre ad un mondo di infinite possibilità (e su questo ne abbiamo parlato tanto sempre su Instagram…).

Un altro aspetto collegato al self-handicapping è la ricerca di perfezionismo: nascondendosi dietro alla perfezione da raggiungere è facile non arrivare mai all’obbiettivo, dato che nulla sarà mai al 100% ( e su questo rassegnati, perchè è così!). Il tuo lavoro non sarà mai perfetto al 100% ma il trucchetto sta nel cominciare: parti lo stesso e fai la prima mossa.

Un altro blocco che si instaura quando dobbiamo raggiungere un obbiettivo è la paura di fare fatica. Paura che sia troppo impegnativo, che richieda troppo tempo o che sia doloroso. Probabilmente raggiungere il tuo scopo sarà davvero impegnativo e faticoso, ma pensa alla grande soddisfazione una volta conseguito. Pensa ad un allenamento: sarà faticoso sì, ma senza di quello non puoi arrivare alla gara finale. Allenarsi è bello, faticoso ma bello, perchè ti permette di farcela.

Il self-handicapping è una trappola della mente che più entra in azione, più diventa un’abitudine che avrà conseguenza nefaste per la tua evoluzione personale, quindi il consiglio spassionato è cambiare subito rotta e iniziare ad avere un pò più di fiducia in te: hai tutto ciò che ti serve per raggiungere i tuoi obbiettivi e desideri!